Biglietto! PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Agosto 2009 19:51

Questo fu un compito per Letizia Russo. Non ricordo le specifiche del compito, ma fu molto divertente. I dialoghi teatrali sono piuttosto semplici tecnicamente, ma complicati da ideare. Si basa tutto sulla parola e la parola deve suggerire azioni, toni, scene...  e le indicazioni di azione sono realmente ridotte al minimo indispensabile. Non so se scriverò mai sceneggiature teatrali, ma minimo mi servirebbe un po' di teatro, il che è proprio un problema visto che di fronte a un pubblico mi vengono attacchi di cuore indotti dal panico.

 



Stazione ferroviaria, davanti a una biglietteria automatica.
Lui e lei arrivano di corsa davanti alla macchinetta.


LEI:  Ah! Scusi.
LUI: No, scusi lei.
LEI: Sa, ho fretta.
LUI: Anch’io ho fretta.
LEI: Mi sta per partire il treno.
LUI: Anche a me.
LEI: A che ora?
LUI: Quindici e cinquantacinque.
LEI: E cinquanta.
LUI: Ah… Beh allora, vada pure. Ma in fretta eh.
LEI: Certo, grazie.

Lei armeggia con lo schermo, visibilmente impacciata.

LUI: Ce la fa?
LEI: Si certo.
LUI: Guardi, deve premere qui.
LEI: Sì lo so.
LUI: Lo prema allora.
LEI: Con calma eh.
LUI: Parte il treno.
LEI: Dopo il mio.
LUI: Sì,  ma devo prenotarlo, ci vuole di più. Prema qui.
LEI: Ci metterà pochissimo visto che è così bravo.
LUI: E parte dall’altre parte della stazione. Prema “Nessuna”.
LEI: Poteva andare direttamente là.
LUI: Non ci sono macchinette. “Nessuna”.
LEI: Poteva farlo prima.
LUI: Non ho fatto in tempo, è un crimine.
LEI: No, ma molestare la gente sì.
LUI: Io non la sto molestando!
LEI: E allora si allontani, grazie.
LUI: Almeno usi la carta!
LEI: Non ce l’ho. Con-tan-te. Ecco, questo.
LUI: Che per caso è miope? Ma un paio di occhiali?
LEI: Mi danno fastidio. Dove avrò messo il portafoglio…
LUI: Se sapevo che ci metteva tanto non l’avrei fatta passare.
LEI: Si dia una calmata eh.
LUI: E lei si dia una mossa.

JINGLE ANNUNCI: Il treno delle quindi e quarantacinque per Milano Centrale, è in partenza dal binario dodici.

LUI: Sentito? Si sbrighi.
LEI: Un momento.
LUI: Tra cinque minuti le parte il treno.
LEI: Ho quasi fatto.
LUI: Lei non è una abituata a prendere il treno vero?
LEI: Di solito lo faccio alla biglietteria.
LUI: E perché stavolta no?
LEI: C’era troppa coda. Un tizio aveva bloccato uno sportello.
LUI: Ma davvero?
LEI: Cinque euro. Cinquanta centesimi… che per caso ha cinquanta centesimi?
LUI: Sì! Eccoli.
LEI: E’ uscita di sotto.
LUI: La sfreghi.
LEI: Come?
LUI: La sfreghi!
LEI: Ma…
LUI: Così.

Lui prende la moneta e la sfrega velocemente la moneta sul fianco della macchinetta e la inserisce nella fessura.

LEI: È uscita di nuovo.
LUI: Provi con quest’altra.
LEI: L’ha presa!
LUI: Evviva!
LEI: Dove esce il biglietto?
LUI: Lì sotto.
LEI: Dove?
LUI: Lì sotto?!
LEI: Stia calmo eh?! E lontano anche.
LUI: E lei si muova!

JINGLE ANNUNCI: L’intercity per Venezia Santa Lucia, è in partenza dal binario due. L’interregionale per Novara è in partenza dal binario diciotto.

LEI: È il mio!
LUI: È il mio!
LEI: Corro!
LUI: Si levi!

Preme i bottoni più veloce che può

LUI: Dai, dai. Forza. Andiamo.
L’intercity per Venezia Santa Lucia, è in partenza dal binario due.
LUI: Eddai. Brava così. Via!

“L’intercity per Venezia Santa Lucia, è in partenza dal binario due.”
FISCHIO DEL CAPOTRENO

LUI: Fermo!
CAPOTRENO: Si dia una mossa.
LUI: Mi scusi.
CAPOTENO: Sono quelli come lei che fanno ritardare i treni, lo sa?
LUI: Mi scusi tanto.
CAPOTRENO: C’è l’ha il biglietto almeno?
LUI: Eccolo.
CAPOTRENO: Bene. Vada a sedersi.
LUI: Certo. Grazie.
CAPOTRENO: La prossima volta, arrivi in orario.
LUI: Certo, mi scusi.

Si volta verso lo scompartimento. Lei è seduta al primo sedile.

LEI: Ehi! Anche lei qui?
LUI: Ma… ma…
LEI: Sa, credevo partisse prima. Mi ero sbagliata. Meno male eh?
LUI: Già.
LEI: Però è già in ritardo. Speriamo non ne accumuli.


Lui si mette e a piangere.