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Questo fu un compito per Letizia Russo. Non ricordo le specifiche del compito, ma fu molto divertente. I dialoghi teatrali sono piuttosto semplici tecnicamente, ma complicati da ideare. Si basa tutto sulla parola e la parola deve suggerire azioni, toni, scene... e le indicazioni di azione sono realmente ridotte al minimo indispensabile. Non so se scriverò mai sceneggiature teatrali, ma minimo mi servirebbe un po' di teatro, il che è proprio un problema visto che di fronte a un pubblico mi vengono attacchi di cuore indotti dal panico.
Stazione ferroviaria, davanti a una biglietteria automatica. Lui e lei arrivano di corsa davanti alla macchinetta.
LEI: Ah! Scusi. LUI: No, scusi lei. LEI: Sa, ho fretta. LUI: Anch’io ho fretta. LEI: Mi sta per partire il treno. LUI: Anche a me. LEI: A che ora? LUI: Quindici e cinquantacinque. LEI: E cinquanta. LUI: Ah… Beh allora, vada pure. Ma in fretta eh. LEI: Certo, grazie.
Lei armeggia con lo schermo, visibilmente impacciata.
LUI: Ce la fa? LEI: Si certo. LUI: Guardi, deve premere qui. LEI: Sì lo so. LUI: Lo prema allora. LEI: Con calma eh. LUI: Parte il treno. LEI: Dopo il mio. LUI: Sì, ma devo prenotarlo, ci vuole di più. Prema qui. LEI: Ci metterà pochissimo visto che è così bravo. LUI: E parte dall’altre parte della stazione. Prema “Nessuna”. LEI: Poteva andare direttamente là. LUI: Non ci sono macchinette. “Nessuna”. LEI: Poteva farlo prima. LUI: Non ho fatto in tempo, è un crimine. LEI: No, ma molestare la gente sì. LUI: Io non la sto molestando! LEI: E allora si allontani, grazie. LUI: Almeno usi la carta! LEI: Non ce l’ho. Con-tan-te. Ecco, questo. LUI: Che per caso è miope? Ma un paio di occhiali? LEI: Mi danno fastidio. Dove avrò messo il portafoglio… LUI: Se sapevo che ci metteva tanto non l’avrei fatta passare. LEI: Si dia una calmata eh. LUI: E lei si dia una mossa.
JINGLE ANNUNCI: Il treno delle quindi e quarantacinque per Milano Centrale, è in partenza dal binario dodici.
LUI: Sentito? Si sbrighi. LEI: Un momento. LUI: Tra cinque minuti le parte il treno. LEI: Ho quasi fatto. LUI: Lei non è una abituata a prendere il treno vero? LEI: Di solito lo faccio alla biglietteria. LUI: E perché stavolta no? LEI: C’era troppa coda. Un tizio aveva bloccato uno sportello. LUI: Ma davvero? LEI: Cinque euro. Cinquanta centesimi… che per caso ha cinquanta centesimi? LUI: Sì! Eccoli. LEI: E’ uscita di sotto. LUI: La sfreghi. LEI: Come? LUI: La sfreghi! LEI: Ma… LUI: Così.
Lui prende la moneta e la sfrega velocemente la moneta sul fianco della macchinetta e la inserisce nella fessura.
LEI: È uscita di nuovo. LUI: Provi con quest’altra. LEI: L’ha presa! LUI: Evviva! LEI: Dove esce il biglietto? LUI: Lì sotto. LEI: Dove? LUI: Lì sotto?! LEI: Stia calmo eh?! E lontano anche. LUI: E lei si muova!
JINGLE ANNUNCI: L’intercity per Venezia Santa Lucia, è in partenza dal binario due. L’interregionale per Novara è in partenza dal binario diciotto.
LEI: È il mio! LUI: È il mio! LEI: Corro! LUI: Si levi!
Preme i bottoni più veloce che può
LUI: Dai, dai. Forza. Andiamo. L’intercity per Venezia Santa Lucia, è in partenza dal binario due. LUI: Eddai. Brava così. Via!
“L’intercity per Venezia Santa Lucia, è in partenza dal binario due.” FISCHIO DEL CAPOTRENO
LUI: Fermo! CAPOTRENO: Si dia una mossa. LUI: Mi scusi. CAPOTENO: Sono quelli come lei che fanno ritardare i treni, lo sa? LUI: Mi scusi tanto. CAPOTRENO: C’è l’ha il biglietto almeno? LUI: Eccolo. CAPOTRENO: Bene. Vada a sedersi. LUI: Certo. Grazie. CAPOTRENO: La prossima volta, arrivi in orario. LUI: Certo, mi scusi.
Si volta verso lo scompartimento. Lei è seduta al primo sedile.
LEI: Ehi! Anche lei qui? LUI: Ma… ma… LEI: Sa, credevo partisse prima. Mi ero sbagliata. Meno male eh? LUI: Già. LEI: Però è già in ritardo. Speriamo non ne accumuli.
Lui si mette e a piangere.
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